Metropoli Rurali
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Dopo una serie di ritardi, sembra davvero smuoversi la situazione attorno all'installazione della fibra ottica sul territorio di San Marcello Piteglio. Una svolta che potrebbe essere epocale, visto che il vasto territorio di San Marcello Piteglio si troverà, nel giro di circa un anno, ad avere una rete internet veloce come mai prima di ora, con una migliore connettività anche in funzione delle tante persone che potrebbero lasciare (o hanno già lasciato) la città per stabilirsi su questo territorio potendo agilmente lavorare da casa in smart-work.
Ad annunciare il concretizzarsi della fibra ottica e di internet veloce è stato l'assessore regionale alle Infrastrutture digitali Stefano Ciuoffo, dopo aver parlato con i vertici della società del Ministero dello Sviluppo economico Infratel, che ha appaltato e progettato i lavori e gli amministratori del comune di San Marcello Piteglio.
«Infratel – sottolinea l'assessore Ciuoffo – ha avuto delle forti criticità che non hanno permesso di proseguire nell’ottenimento dei permessi mancanti dopo aver superato, a luglio 2021, le criticità tecniche verso la soprintendenza archeologica grazie anche all'intervento del comune, che ha avuto un ruolo fondamentale per la risoluzione della problematica».
Attualmente sono in corso di presentazioni le ultime istanze per i permessi verso gli altri enti e la ditta di progettazione si è impegnata con Infratel per la redazione del progetto esecutivo completo entro il mese di marzo 2022, a cui seguirà l'incarico verso la ditta appaltatrice per l'avvio dei lavori. Nel frattempo, Infratel scrive che «provvederà a sollecitare i vari enti per il rilascio dei permessi mancanti in modo da ipotizzare l’avvio dei lavori almeno per la parte comunale nel mese di aprile».
Il cantiere, insomma, dovrebbe aprire già entro questa primavera e -secondo previsione- dovrebbe rimanere in funzione per circa 12 mesi. Oltretutto, Infratel ha informato gli amministratori che l'impresa che opererà direttamente sul cantiere è già stata individuata.
«Dall’incontro – conclude Ciuoffo – svolto con il comune di San Marcello e la società Infratel, abbiamo avuto finalmente maggiore chiarezza sui lavori che stanno per iniziare per la posa della fibra ottica. Abbiamo preso atto delle modifiche che Infratel ha inserito nel progetto esecutivo e abbiamo sollecitato l’inizio dei lavori perché di tempo ne è trascorso fin troppo. Come ci hanno comunicato i progettisti, il cantiere avrà inizio ad aprile e i lavori dureranno circa un anno. Un intervento fondamentale per la lotta allo spopolamento delle realtà montane della nostra regione».
Soddisfatti anche gli amministratori di San Marcello Piteglio.
«Finalmente stanno arrivando risposte alle nostre sollecitazioni: è stato fatto un passo concreto e abbiamo degli impegni formalizzati da parte dell'impresa esecutrice – sottolinea l'assessore comunale Giacomo Buonomini –. Continueremo a monitorare l'andamento delle operazioni fino all'avvio del cantiere».
Le buone notizie, però, non sono finite qui.
«Abbiamo modo di verificare – prosegue l'assessore – che ci sono almeno due operatori che stanno attivando investimenti sul territorio per offrire nuovi servizi a alta connettività wireless, oltre a quelli già esistenti. Per diverse realtà queste soluzioni potrebbero essere utili fin da subito in attesa della fibra. Nelle prossime settimane abbiamo in programma di fare con loro un punto tecnico per poter condividere informazioni precise in merito».
Internet ad alta velocità in montagna, a questo punto, non è più solo un sogno ma una realtà che si concretizzerà nel giro di un anno al massimo.
Torna in auge la possibilità di realizzazione della strada tra Pontepetri-Signorino, vecchio progetto risalente ad oltre 30 anni fa (rimasto fino adesso su carta) che ora verrà ufficialmente aggiornato alle specifiche del 2022 e rinnovato nella sua interezza. L'obiettivo, con ogni probabilità, è di poter intercettare in futuro un bando europeo finanziato dal Pnrr, per poter accedere al finanziamento dell'intera opera. Per farlo, come risaputo, occorre un progetto aggiornato da sottoporre ai finanziatori. La Regione Toscana, come recita il bollettino ufficiale del 30 dicembre 2021,
«ha ufficializzato il finanziamento di uno studio di fattibilità per la realizzazione di un segmento di strada che sia in grado di connettere la SS66 (all’altezza di Pontepetri), con la SS64 (all’altezza del Signorino), strada dal ‘rilevante valore di interconnessione fra due assi strategici funzionali al collegamento Pistoia - Modena da un lato e Pistoia - Bologna dall’altro».
La progettazione viene finanziata dalla regione toscana alla provincia di Pistoia «con un contributo straordinario fino ad un massimo di euro 80mila euro nell’anno 2022».
La notizia ha generato alcune reazioni ad Abetone, come quelle dell'assessore al turismo del Comune di Abetone-Cutigliano Andrea Formento.
«Ho letto con stupore all'interno della Legge di Stabilità 2022 della Regione Toscana l'assegnazione di un contributo alla Provincia di Pistoia di 80mila per uno studio di fattibilità della Signorino – Pontepetri. Ben venga una nuova strada, ma nel territorio montano c'erano ben altre priorità, come quella la messa in sicurezza della strada che da La Lima arriva fino a Ponte Sestaione. Un tratto che, come è noto, ogni anno è a rischio chiusura per eventi di dissesto idrogeologico. Quando quella strada chiude, l'economia montana dell'alta Montagna Pistoiese entra in enorme difficoltà per non dire di isolamento».
Formento chiede alla provincia e alla regione:
«Con quale raziocino è stata fatta la scelta di finanziare un progetto di quella strada senza considerare la situazione più a monte, con la strada che porta ad Abetone da anni a rischio frana? Crediamo sarebbe stato più opportuno intervenire su una situazione emergenziale che, se si concretizza, porta una parte della montagna all'isolamento. É vero, la strada tra Lima e Ponte Sestaione è di competenza Anas, ma anche Anas senza progetti – come l'Europa con i fondi Pnrr – non permette ai lavori di procedere. Per questo ritengo che la politica provinciale e regionale potesse fare di più, avendo una condivisione più ampia degli obiettivi della montagna».
Sulla questione ha parlato a Metropoli Rurali Alto Reno il presidente della provincia di Pistoia Luca Marmo, a capo dell'ente che riceverà gli 80mila euro per lo studio di fattibilità della Pontepetri-Signorino.
«La strada a cui si fa riferimento è di Anas. La Regione o tanto meno la provincia non possono finanziare opere o progettazione che sarebbero di competenza statale. La scelta di andare a riprendere e aggiornare lo studio di fattibilità Pontepetri - Signorino è stata fatta perché lì provincia e regione possono intervenire direttamente con le proprie competenze ed attivarsi da subito, come in realtà abbiamo fatto».
Secondo Marmo, però, la progettazione della futura strada tra Pontepetri e Signorino sarà solo il primo passo per una rinnovata attenzione alla questione della viabilità montana.
«Con questa nuova strada su cui regione e provincia possono operare direttamente, quanto meno a livello progettuale in un primo momento, – prosegue Marmo – ci potremo presentare poi da Anas con una richiesta di aggiornamento e di miglioramento anche alle opere di sua competenza. Il nostro progetto può fare da apripista a molti altri, coinvolgendo anche quelli di Anas tra cui quella a cui fa riferimento Formento, che purtroppo è una zona problematica ben nota agli amministratori. Provincia e Regione possono iniziare a progettare le strade di propria competenza, poi potremo coinvolgere Anas chiedendo aggiornamenti sulle strade di sua competenza. Non è nell'interesse della provincia escludere un territorio o l'altro, è una mera questioni di competenze su strade che hanno gestori diversi. Il progetto della Signorino – Pontepetri, però, ci renderà più forti quando andremo a chiedere modifiche e aggiornamenti ad Anas».
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Abbiamo più volte parlato della differenza di opportunità tra Emilia Romagna e Toscana per quanto riguarda gli aiuti e incentivi per le aree montane e i suoi abitanti. Per chi non li dovesse conoscere, il discorso è molto semplice: in Emilia Romagna una serie di bandi regionali hanno destinato fino a 40mila euro (importo medio: 29mila euro) a chi decide di trasferirsi in via permanente nelle aree montane della regione. Due milioni e 500 euro, invece, sono stati destinati ad un secondo bando di a sostegno delle imprese produttive nelle aree montane per la riqualificazione dei siti produttivi. In Toscana aiuti di questo genere non sono, al momento, previsti.
Ecco che anche altre regioni, come il Piemonte, puntano al “Modello Emilia” prevedendo incentivi a sovvenzioni per chi sceglie di trasferirsi da una città italiana in uno dei piccoli Comuni delle montagne piemontesi. Il bando, chiusosi nei giorni scorsi, è stato un successo: sono state accolte quasi 600 domande, la maggior parte giunte dal Piemonte (461), dalla Lombardia (72), dalla Liguria (23). Richieste sono arrivate anche da Lazio, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Sardegna, Puglia, Calabria, Sicilia ed Abruzzo.
Il bando appena concluso era destinato a chi intendeva acquistare o restaurare un immobile in un paese montano del Piemonte con meno di 5.000 abitanti, da far diventare prima casa trasferendovi la residenza, così da ricevere contributi da 10mila a 40mila euro. E, indovinate un po', in centinaia non si sono lasciati sfuggire questa occasione. La regione Piemonte non ha lasciato niente al caso, dando punteggi più alti nella graduatoria ai giovani che hanno fatto domanda o alle famiglie con con figli, in modo da poter aiutare le persone che potenzialmente possono davvero ripopolare la montagna a lungo termine.
Nel dettaglio, infatti, delle domande arrivate in regione, 229, è di persone nate tra il 1980 ed il 1989, 126 tra il 1990 ed il 1999, 113 tra il 1970 ed il 1979, 75 tra il 1960 ed il 1969, 17 prima del 1960, 11 dopo il 2000. Una statistica che il bando ha fatto breccia soprattutto tra i più giovani. E in Toscana? Verrebbe da dire “lasciamo perdere”: chi abita in montagna ha diritto ad una serie di detrazioni fiscali, fondamentalmente sulla tassa dei rifiuti e su poco altro. Aiuti, portafoglio alla mano, infinitesimali rispetto a quanto offrono altre regioni. Bandi come quelli dell'Emilia Romagna o del Piemonte, da soli, non riusciranno solo ad invertire il destino di un territorio, ma sicuramente rappresentano un aiuto chiaro e concreto per migliaia di famiglie. Quando arriveranno anche in Toscana aiuti di questi tipo? Noi, con tutto l'amore che abbiamo per la nostra montagna, speriamo presto.
I dati, se letti con attenzione, sono sconcertanti: la montagna pistoiese negli ultimi anni si è spopolata sempre più nonostante la pandemia Covid-19 abbia dimostrato tutti i limiti del “sistema-città” che ancora però è lungi a morire. In questi ultimi due anni la montagna pistoiese è sicuramente tornata ad essere “terra di scoperta” per le vacanze estive, una dinamica riscontrabile anche sul versante emiliano dell'area dell'Alto Reno. Ci sono, però, grandi differenze tra le dinamiche dei due versanti: in Emilia il bando a fondo perduto per il ripopolamento delle aree rurali voluto dal governo regionale sta dando i primi frutti e molte decine di famiglie hanno partecipato per comprare la prima casa in aree sulla via dello spopolamento.
Non solo: l'Emilia Romagna ha investito anche in un bando per le aziende che operano nei territori più fragili dell’Appennino. 2,5 milioni di euro il plafond complessivo che sarà distribuito a venti aziende sparse sul territorio montano. E non è tutto: il bando verrà ripetuto nel 2022 con altri 2,5 milioni di euro. In Toscana, se andiamo a vedere, oltre qualche esenzione fiscale, non troviamo bandi strutturali di questo genere. E, quindi, i freni per limitare lo spopolamento del territorio appaiono molto allentanti se non assenti.
Non a caso, i numeri Istat sullo spopolamento montano sono ben poco incoraggianti. I comuni esclusivamente montani della provincia di Pistoia (Abetone Cutigliano e San Marcello Piteglio, Marliana e Sambuca Pistoiese) contano insieme 14.250 residenti, solo 10 anni fa erano 15.575, mentre nel 2001 15.914. In pratica per dieci anni, dal 2001 al 2011 la popolazione è rimasta sostanzialmente stabile, con circa 300 persone in meno in tutto il decennio. Poi, il crollo: dal 2011 al 2021 il saldo dei residenti nei 4 comuni fa registrare -1319 persone.
I recenti dati Istat 2021 sono stati riletti e ordinati da un'indagine Coldiretti: nel documento si rileva che il calo più marcato si è avuto a Sambuca Pistoiese, con meno 14,56% di residenti negli ultimi 10 anni, poi Abetone Cutigliano (meno 12%) e San Marcello Piteglio (meno 8%) il comune più popoloso, passato dai quasi 9 mila residenti del 2001 agli attuali 7.700. Come raccontato dallo stesso sindaco Traversari in un'intervista su Metropoli Rurali, Marliana è l'unica a limitare i danni, avendo perso tra il 2011 e oggi solo il 2% dei residenti, con qualche segnale addirittura di ripopolamento negli ultimi due anni. I fondi del Pnrr in arrivo dall'Europa, come raccontato dagli stessi sindaci del territorio che abbiamo intervistato nei giorni scorsi, non basteranno da soli a risollevare le sorti di un territorio dalle potenzialità enormi ma troppo spesso dimenticato dai palazzi governativi.
Mentre l'Europa considera obblighi vaccinali e alcuni paesi tornano in lockdown, appare ogni giorno più evidente che alcuni aspetti della nostra vita che consideravamo immutati siano destinati, invece, a subire forti ripercussioni anche negli anni avvenire. Ripercussioni non necessariamente negative: lo smart working, ad esempio, ha permesso a molti lavoratori di “sganciarsi” dagli uffici e di poter comunque lavorare anche durante la fase in cui era pericoloso (o vietato) uscire di casa.
Lo smartworking “di stato” è stato promulgato in parallelo con lo stato di emergenza dovuto al Covid, in scadenza al 31 dicembre, ma ragionevolmente sarà prolungato anche al 2022. Al di là di questo, è probabile che alcune aziende continuino a servirsi dello smartworking anche negli anni avvenire, visto che in molti casi è stato dimostrato un aumento della produttività e un calo dello stress da parte dei dipendenti rimasti a casa a lavorare.
A quel punto, però, non occorrerà più trovarsi fisicamente vicino al proprio ufficio: tutto il lavoro, o buona parte di esso, può essere svolto dalla propria casa. E allora, perché mai rimanere in città? Qui arriviamo noi di Metropoli Rurali, a farvi vedere una serie di case nel mezzo del verde di aree collinari e montane, dotate di tutti i comfort, con buone metrature e quasi sempre giardino privato.
Vediamo insieme alcuni esempi.
A Bardalone, a 75mila euro, è in vendita una casa indipendente su due piani di circa 60 metri quadri situata a pochi passi dalla fermata del bus. A poca distanza dalla casa e compresa nella vendita è presente un terreno esclusivo di circa 420 mq, a uso orto e parcheggio auto. Inoltre sotto l'abitazione corte comune, con altro fabbricato, adatta per poter mangiare fuori e godersi il fresco vicino al fiume. Vai all'annuncio - Bardalone - € 75.000
Saliamo di livello. Una casa bifamiliare di pregio di 180 metri quadri, con giardino privato, tre ampie terrazze e giardino privato, oltre a una taverna da 34 metri quadri e due cantine, venduta a 250mila euro. Il tutto, a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Porretta, perfetta per raggiungere in breve tempo Bologna e Pistoia. Ricordiamo, infine, che sulla ferrovia “Porrettana” d'orario non è previsto traffico notturno. Vai all'annuncio - Alto Reno Terme - € 250.000
Saliamo ancora di livello. Una villa di 450 metri quadri, (esatto, 450!) immersa dentro un parco privato a pochi minuti dal centro di Porretta Terme. La casa è molto grande, diposta su tre livelli totali: al piano seminterrato un garage di oltre 50 mq, la grande taverna di circa 60 mq in stile rustico, e comodi locali accessori oltre a porticati e zona barbecue. Il piano terreno circondato da portici e terrazze misura circa 150 mq e ospita un appartamento di 50 mq volendo autonomo oltre a zona studio, cucina abitabile, servizi e salone con camino di oltre 40 mq. La zona notte al piano sovrastante misura in totale circa 140 offrendo la comodità di ampie stanze e studio. Sicuramente una casa che non ha nulla da invidiare alle ville di città ad un prezzo infinitamente inferiore. Vai all'annuncio - Alto Reno Terme - € 450.000
Rimaniamo su livelli molto alti ma caliamo di prezzo: a 89mila euro è in vendita, nei pressi di Gaggio Montano, una villetta bifamiliare con giardino privato in posizione panoramica, con vista sull'intera vallata. Da segnalare, tra le altre cose, soggiorno con camino e cantina privata. Vai all'annuncio - Gaggio Montano - € 89.000
Sulla stessa fascia di prezzo, in località di Lagoni, nel comune di Gaggio Montano, è in vendita un'altra casa indipendente su due livelli con corte esclusiva disposta su due livelli, giardino e angolo barbecue. Il tutto immerso nel verde e nella quiete dell'Appennino, comunque a non più di due chilometri dal paese. Vai all'annuncio - Gaggio Montano - € 92.000
Sempre sullo stesso livello di prezzo, ben al di sotto dei 100mila euro, a pochi minuti di auto da una fermata della ferrovia Porrettana vicino a Porretta, è in vendita porzione di casa in bifamiliare con ingresso autonomo, giardino esclusivo, accessori e cantine da circa 85 metri quadri totale. Il tutto è anche dotato di giardino privato. Vai all'annuncio - Alto Reno Terme - € 80.000
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«Dobbiamo concentrarci sulla qualità della vita di queste zone. Altrimenti nessuno vorrà più stare su da noi. I comuni, però, da soli possono fare poco».
É una riflessione amara quella del sindaco di Sambuca Pistoiese Fabio Micheletti, alle prese con i tanti problemi amministrativi della montagna pistoiese; ultimo, in ordine temporale, la mancanza di un pediatra per le centinaia di bambini che risiedono nelle aree collinari e montane di San Marcello Piteglio, Sambuca e frazioni alte di Pistoia.
«Ho iniziato a fare il sindaco nel 1995, ho visto l'evoluzione del territorio anno dopo anno. Purtroppo è andata costantemente peggiorando. Adesso ci ritroviamo in 11mila persone, molte meno di quanto erano prima. Abbiamo un deterioramento demografico molto forte, chi è rimasto in montagna sono sostanzialmente persone di una certa età. Purtroppo molti figli di queste persone hanno scelto altre strade e sono andati verso luoghi con più servizi, con una qualità della vita più alta. Dico 'purtroppo' ma li capisco: anche mio figlio non abita in montagna. Sta in Emilia-Romagna, in un posto dove ci sono palestre, scuole, piscine e molti altri servizi che in alcune aree montane non ci sono da tempo».
E forse questo il dato più “doloroso”, in termini amministrativi, per chi ha scelto di combattere politicamente per la montagna. Di resistere.
«Non mi sento di dare torto a chi ha scelto di non stare sulla montagna pistoiese. Avremo enormi potenzialità, ma se non riusciamo nemmeno ad avere un pediatra qui vuol dire che il sistema non funziona. E il pediatra è un servizio fondamentale per una famiglia. Quando su un territorio non ci sono i presidi e servizi dovrebbe intervenire lo stato con dei correttivi, con degli incentivi, ma per ora ne abbiamo visti pochi. E mi riferisco anche alla regione Toscana. Noi amministratori comunali assistiamo impotenti a questo deterioramento e la cosa fa molto arrabbiare, per non dire di peggio».
E, purtroppo, le differenze si vedono anche a distanza di pochi chilometri. C'è, però, un confine di mezzo. Micheletti continua.
«La Regione Emilia-Romagna ha messo su bei soldoni per incentivare i giovani a comprare la prima casa nelle aree rurali, parliamo fino a 40mila euro a fondo perduto. La Toscana dovrebbe fare altrettanto perché sono risorse concrete che danno un beneficio immediato al territorio, lo fanno rivivere. Da noi i soldi vengono dati in base ai progetti. Ma se un comune come Sambuca ha solo due tecnici, come faccio a fargli seguire le problematiche quotidiane e i nuovi progetti da elaborare per reperire fondi? É impossibile! I piccoli comuni non hanno una potenza di fuoco per intercettare queste risorse, o tanto meno per metterceli di tasca propria. L'attuale sistema premia i comuni più grandi, quelli che hanno più possibilità di realizzare progetti, quelli che hanno più peso politico. E le risorse non vanno nelle aree più disagiate, dove invece servirebbero. É un circolo vizioso. Per uscirne serve l'intervento dall'alto. Noi le risorse che possiamo le portiamo a casa, lo abbiamo dimostrato, ma da sole non bastano per cambiare le cose».
Un'altra differenza lampante tra Emilia e Toscana è la qualità e i servizi sulle infrastrutture. Le due regioni condividono una ferrovia, la Porrettana, ma la situazione tra i due versanti è ben diversa.
«Un tempo le persone a Porretta raggiungevano in massa Pistoia. C'erano tanti studenti che andavano al liceo classico o alla scuola di geometri a Pistoia, quasi nessuno andava verso Bologna. E adesso? In Emilia Romagna c'è un orario dei treni cadenzato per Bologna, verso Pistoia ci sono invece pochissime corse, senza contare che Trenitalia storicamente ne ha sostituite alcune con i bus che impiegano più tempo».
E sulle risorse che, -si spera!- potrebbero arrivare dal Governo con il Pnrr, Micheletti conclude:
«Mettiamocela tutta per portare a casa queste risorse. Sappiamo però di non essere arbitri del nostro destino. Se non risolviamo la questione della qualità della vita, in un modo o in un altro, noi saremo tagliati fuori».
Sapete bene quanto spesso guardiamo da vicino case e abitazioni poste nelle zone di collina e montagna di Toscana ed Emilia-Romagna. I motivi li conoscete: prezzi al metro quadro ben più bassi della città, facile accesso ai servizi nella stragrande maggioranza dei casi, possibilità di fare smart working, poco traffico in paese, zero smog e potremo andare avanti per ore. Tuttavia, se siete su Metropoli Rurali Alto Reno, avrete capito benissimo a cosa ci stiamo riferendo. Andiamo dunque a vedere le ultime occasioni presenti sul nostro sito, con un occhio di riguardo ai prezzi che, in alcuni casi, sembrano frutto di un errore di battitura (abbiamo controllato, non lo sono).
Partiamo allora da Porretta Terme, paese interessantissimo perché dotato di tutti i servizi della città oltre a essere ben collegato con Bologna e Pistoia sia tramite strada che via ferrovia.
Questo particolare appartamento di oltre 80 metri quadri (Vai all'annuncio) si trova proprio nel centro storico cittadino, quindi comodo a piedi a tutti i servizi ed essendo ad un piano alto gode anche della particolare vista sul Rio Maggiore e sui monti circostanti. É composta da ingresso arredabile, salotto, cucinotto con balcone e bagno al terzo piano. Collegato con scala interna in legno presenta le due camere della zona notte al livello soprastante. Per questa abitazione la richiesta è di 66mila euro.
Più grande questo appartamento, 122 metri quadri (Vai all'annuncio), sempre a Porretta, all'imbocco della centralissima Via Mazzini. L'appartamento è composto da ingresso , doppio salone con balcone panoramico, ripostiglio, cucina, due camere da letto matrimoniali, bagno e secondo bagno di servizio. Inoltre c'è una cantina situato nel piano interrato. La richiesta è di 107mila euro.
Ci spostiamo di appena due chilometri in auto dal centro di Porretta. Qui (Vai all'annuncio)viene offerto un bilocale di 50 metri quadri a 40mila euro, posto al piano terra di una palazzina dotato di riscaldamento autonomo e posto auto privato.
Infine, a due km dal paese di Porretta Terme e a pochi minuti di auto da tutti i servizi e da due stazioni ferroviarie della linea Porrettana, viene offerta una porzione di casa bifamiliare (Vai all'annuncio) con ingresso autonomo, giardino esclusivo, accessori e cantine di 85 metri quadri. L'abitazione è dotato anche di terrazzone abitabile, oltre che di cantina, giardino e magazzino/tavernetta, dotato peraltro di un bagno di servizio. Per questo la richiesta è di 80mila euro.
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Nonostante i numeri della pandemia siano migliori rispetto all'anno scorso (grazie soprattutto alla diffusione dei vaccini) molti aspetti delle nostre vite sono e rimarranno diversi rispetto agli anni precedenti al 2020. Lo smart working è uno di questi aspetti: piaccia o no, è entrato prepotentemente nelle nostre vite lavorative. Ecco alcuni dati, riportati dal Corriere della Sera e diffusi dalla società di consulenza Willis Towers Watson, multinazionale britannico-statunitense che si occupa di gestione del rischio, brokeraggio assicurativo e consulenza aziendale fondata nel 1828.
Gli analisti hanno studiato un campione di oltre 150mila lavoratori italiani: fino a due anni fa, nel nostro paese, la percentuale dei lavoratori che lavorava in presenza arrivava all’82% dei dipendenti totali, il 12% in modalità ibrida (o mista) mentre solo il 6% lavorava da remoto. Una percentuale decisamente residuale che poco significava in termini assoluti. La Pandemia ha cambiato prepotentemente questi valori: nel 2021 il 6% di due anni prima è diventato il 38%, mentre l'82% dei lavoratori in presenza ora sono il 32%. Quelli con regime misto sono il 31%. Un'autentica rivoluzione avvenuta nel giro di un paio d'anni.
E nei prossimi anni? La società Willis Towers Watson si è prounciata anche su questo: la modalità ibrida, ovvero sia da remoto sia in presenza, tra due anni resterà comunque la più diffusa sul territorio nazionale. Secondo un calcolo spannometrico, solo due dipendenti su cinque lavoreranno in azienda. In parte è già così, ma nel prossimo futuro verrà meno la prioritaria necessità di avere il proprio domicilio vicino all'azienda, vista la possibilità sempre più diffusa di lavorare integralmente o per buona parte della settimana dalla propria casa. E per quale motivo, dunque, sarà necessario continuare a cercare casa nei centri abitati, intasati di traffico e smog dove quasi sempre la qualità della vita è peggiore delle aree rurali che la circondano?
Chi amministra i territori della aree rurali (di cui noi parliamo su questo sito) devono essere consapevoli di queste dinamiche: con la de-strutturazione (finalmente!) del paradigma casa-lavoro-città, chi sceglierà di risiede nelle aree rurali dovrà poter contare su una connessione internet veloce che, a questo punto, diventa di assoluta priorità per chi ha interesse di vedere il proprio territorio abitato. Ancor prima di incentivi e servizi, occorre semplicemente internet veloce. Chiaro è che oltre alla connessione occorrerà non limitare ulteriormente i servizi sul territorio (poste, banche, supermercati) e non trascurare le via di comunicazioni. Tutte cose chiare e, forse, pure banali, ma che è importante ribadire e sottolineare alla luce di questi incontrovertibili dati dello smartworking.
Paesi come Porretta Terme, Gaggio Montano, Silla, Lizzano in Belvedere potrebbe essere luoghi perfetti per poter raggiungere Bologna nel giro di un'ora e mezza di auto al massimo, ma anche San Marcello Pistoiese, Sambuca Pistoiese, Piteglio, Campo Tizzoro e molti altri potrebbero trasformarsi in luoghi ideali dove poter acquistare una casa a prezzi estremamente più bassi rispetto alla città, il tutto 35 minuti al massimo da Pistoia. Una rivoluzione dietro l'angolo di cui noi tutti dobbiamo essere consapevoli.
Torniamo ad occuparci di case e opportunità abitative nella nostra zona di riferimento. In particolare, questa volta parleremo di Gaggio Montano, paese posto a circa 650 metri sul livello del mare, sulla sinistra del torrente Silla. Alla splendida natura dell'Appennino Emiliano si unisce la relativa vicinanza da Bologna e Pistoia, distanti rispettivamente 1 ora e 20 e 55 minuti dal comune che, ad oggi, conta poco meno di 5mila abitanti. Stavolta, però ci concentreremo in particolare sulla località di Silla, sita poco più a valle rispetto al paese che da il nome a tutto il comune: a Silla, infatti, è presente una stazione ferroviaria della linea Porrettana, con frequenti treni per Bologna Centrale e Porretta (e da qui, Pistoia). Inoltre si trova più vicino di circa 10 minuti d'auto sia a Pistoia che a Bologna rispetto a Gaggio Montano.
Vediamo insieme quali possono essere alcune delle abitazioni più interessanti sul mercato in questo momento.
In via Kennedy, a pochi passi da negozi e servizi di tutti i genere, sono in vendita al momento almeno tre appartamenti che fanno parte di una palazzina di sei piani dotata di ascensore. Tutti gli edifici sono dotati di cantina e garage privato. L'elemento più interessante di queste palazzine è sicuramente il prezzo: parliamo di circa 50mila euro per un appartamento da 95 metri quadri. Gli edifici, che differiscono leggermente tra loro, sono composti da ingresso, cucina, sala con terrazzo, due camere e bagno e, come anticipato, garage e cantina. Nel raggio di 300 metri da questi appartamenti sono presenti farmacie e scuole, mentre per il supermercato più vicino occorrerà spostarsi di circa 500 metri.
Rimaniamo sempre a Silla: per 75mila euro viene offerto un grande appartamento da oltre 120 metri quadri al primo piano (ma comunque dotato di vista panoramica) composto da ingresso, sala con balcone luminoso, cucina semiaperta, disimpegno, tre camere, bagno e ripostiglio. Inoltre, c'è il posto auto coperto. Un altro grazioso appartamento, sempre a Silla e sempre a pochi passi da negozi, scuole e servizi del centro, è in vendita a 63mila euro. Questo è composto da ingresso, cucina abitabile con balcone, soggiorno/seconda camera, ampia camera matrimoniale, bagno. Come non bastante, al piano di superiore vi è un locale mansardato di proprietà. Anche questo appartamento è dotato di garage e cantina ai piani sottostanti, tutti raggiungibili con ascensore. Un secondo appartamento con caratteristiche molto simili a questo è venduto a 58mila euro.
Occorre sottolineare che con lo stesso denaro in città probabilmente non sarebbe possibile nemmeno acquistare un monolocale in periferia. Infine, vediamo alcune offerte con prezzi ancora più aggressivi.
Con 18mila euro, sempre in centro a Silla, si acquista un appartamento di circa 100 metri quadri composto da ingresso, soggiorno-cucina, tre camere, bagno, altra stanza ripostiglio-camera e ampia cantina. La casa in questione necessita però di alcuni lavori di ristrutturazione.
Fuori da Silla, ad Affrico Costa, un appartamento da 100 metri quadri con vista super panoramica è offerto a 28mila euro. L'abitazione si compone di ingresso su soggiorno con camino ed uscita su ampio terrazzo, cucinotto, 2 camere matrimoniali, una cameretta e bagno. Al piano seminterrato doppia cantina e corte privata. Spostandoci comunque da Silla di 5/10 minuti d'auto, i prezzi sono ancora più bassi: per un trilocale autonomo abitabile si arriva a spendere non più di 30/35mila euro. Come sempre, invitiamo ad osservare in prima persone gli appartamenti in offerta in zona, sapendo comunque che il rapporto prezzo/qualità è quasi sempre estremamente vantaggioso per chi acquista in queste zone. Buona caccia!
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Lo spopolamento delle aree rurali, come quelle montane in questo caso, si traduce in una continua riduzione dei servizi, anche di quelli fondamentali come quelli sanitari. E se i servizi rimangono, essi sono meno accessibili che altrove. Un esempio emblematico di queste difficoltà ce lo presenta Sambuca Pistoiese, comune toscano posto al confine con l'Emilia Romagna e col comune di Alto Reno Terme. Nei mesi scorsi il pediatra che assisteva bambini e ragazzi di Sambuca Pistoiese ha rassegnato le dimissioni per via delle difficoltà burocratiche nel gestire pazienti residenti in due regioni diverse, afferenti dunque a due sistemi sanitari diversi.
Sì, perché il pediatra di Sambuca Pistoiese era originario della zona di Porretta Terme, dove aveva ed ha tuttora il “grosso” dei pazienti. Bimbi e ragazzi di Sambuca Pistoiese, così, sono rimasti senza pediatra. Nessuno qui vuole gettare la croce per la scelta, legittima e comprensibile, del pediatra di lasciare il servizio sanitario a Sambuca Pistoiese. Qua noi vogliamo sottolineare l'assurdità di erigere muri organizzativi-amministrativi tra regioni diverse che però condividono lo stesso territorio, le stesse persone, le stesse dinamiche. In un mondo spesso fin troppo globalizzato, questo “cambio di mondo” tra due zone divise solo da un confine di regione ci sembra senza senso, quanto meno in questi termini.
Eppure è così: Sambuca Pistoiese è Toscana è il sistema sanitario toscano è diverso da quello emiliano.
Il sindaco di Sambuca Pistoiese fabio Micheletti si è detto amareggiato di questa situazione che ha complicato non poco la vita delle famiglie con bimbi piccoli residenti nel suo territorio.
«Da novembre rischiavamo di rimanere senza pediatra perché nessuno dei dottori 'toscani' è attualmente disponibile a prendersi carico dei nostri ragazzi. Per questo motivo abbiamo chiesto all'Ausl Toscana l'applicazione della deroga prevista dalla legge nazionale».
La legge per poter andare oltre, seppur parzialmente, alla differenza tra sistemi sanitari c'è, però va applicata previo accordo tra le parti, in questo caso regione Toscane ed Emilia Romagna
«Previo accordo tra le due Ausl, Toscana ed Emiliana – continua il sindaco – i genitori dei ragazzi interessati potranno recarsi al Cup dell'ospedale di Porretta Terme e fare la scelta del pediatra disponibile lì. Così, se vogliono, potranno scegliere la Pediatra che hanno attualmente. Dal Direttore della Società della salute di Pistoia è informalmente arrivato un segnale positivo».
Grazie all'impegno degli operatori delle due Asl e a quelle degli amministratori del territorio probabilmente si arriverà ad un lieto fine della vicenda, ponendo i genitori dei ragazzi di Sambuca di mantenere il pediatra attuale. Quello che a noi pare assurdo è che la burocrazia nel 2021 sia capace di tagliare in due un territorio e i suoi servizi solo perché essi appartengono a due regioni diverse. É creando queste barriere non necessarie che si va ad indebolire un'area già appesantita da una serie di scelte sbagliate della politica nei decenni, che ha concentrato investimenti e attenzioni alla città lasciando indietro le aree rurali.
Invece sarebbe ora di capire che il territorio montano-collinare di Sambuca Pistoiese, Porretta Terme, Gaggio Montano, San Marcello, Piteglio, Pavana (e potremo andare avanti ancora...) è uno e uno soltanto e che unito sarebbe più forte di quanto non sia adesso.