Metropoli Rurali
AKB s.r.l.c.r
Loc Case Bezzi 30 - 51020 - Sambuca Pistoiese (PT)
P.iva/C.F. 01791770470
Se i prezzi in città delle case stanno lentamente tendendo ad un nuovo rialzo, lo stesso non si può dire per le aree rurali di collina e montagna dove è facile ancora imbattersi in affari a prezzo competitivo. Il nostro punto di partenza stavolta è: cosa posso comprare con 80mila euro in città e cosa posso comprare con la stessa cifra fuori dal centro abitato?
Vediamolo insieme analizzando alcuni degli annunci presenti presso l'agenzia immobiliare Ioverno di San Marcello Pistoiese. Nella zona di “La Lima” è in vendita, udite udite, un appartamento al piano primo con ingresso indipendente su cucina abitabile, corridoio, due camere matrimoniali e bagno a 28mila euro. É anche presente un piano seminterrato con cantina, per un totale di circa 73 metri quadri. Un ottimo investimento anche a livello turistico, visto che dista solo 20 minuti circa dalle piste da Sci di Abetone.
Un appartamento simile, ma più grande, è in vendita a 59mila euro. In questo caso contiamo 90 metri quadri con sala con camino, due camere matrimoniali e una singola, bagno, locale caldaia e disimpegno con accesso alla soffitta. Veniamo dunque ad una casa più vicina a Pistoia, in località Campo Tizzoro, sempre nel comune di San Marcello Piteglio. Qui troviamo in vendita a 79mila euro una casa di ben 90 metri con ingresso, sala, cucina con terrazzo verandato, bagno e due camere matrimoniali. Oltre a questo, anche un piano seminterrato cantina e garage di circa 12 metri quadri. L'appartamento si trova a poca distanza da negozi, botteghe e fermata dell'autobus.
Ancora più vicino a Pistoia c'è Pontepetri, dove è in vendita una casa di 55metri quadri a 55mila euro, con ingresso, cucina abitabile, due camere matrimoniali e bagno. Il tutto attorniato dal verde della Montagna Pistoiese. Di pochissimo superiore al nostro budget immaginario c'è una splendida villetta di ben 125 metri quadri in località La Lima con ingresso, disimpegno, bagno, centrale termica, cucina, salotto, e studio; piano ammezzato con uscita secondaria sul retro su terrazza, piano primo due camere matrimoniali, cameretta con loggia.Al piano seminterrato cantina e scannafosso. Come se non bastasse, è presente un giardino recintato di circa 540 mq con forno e barbecue in muratura.
Il confronto con una casa di città? Meglio non farlo: basti pensare che a Pistoia città per una casa del genere non basterebbero il doppio degli 89mila euro richiesti per questa abitazione.
Il mercato immobiliari in queste aree è particolarmente vivace e presto torneremo con un nuovo articolo con cui analizzeremo le occasioni anche di Pracchia e Prunetta.
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Era l'inizio dell'anno 2000 ed uno studio messo a punto dall'ingegner Roberto Pinelli dell’Università di Pisa mise nero su bianco una vecchia proposta per realizzare una nuova strada che da Pistoia portasse all’Abetone, in particolare tra Pontepetri e Il Signorino, con l'obiettivo di spostare il traffico in direzione Pistoia lungo la statale 64 Porrettana. Il costo, ai tempi, venne stimato in 120 milioni di euro. Denaro che, oggi giorno, probabilmente non sarebbe più sufficiente. Secondo la tesi di laurea oggetto dello studio, la variante porterebbe una diminuzione dei tempi di percorrenza del 46% totale, in particolare sul tratto Bardalone-Pistoia addirittura del 68%, con guadagni ancora maggiori in caso di neve o maltempo.
«La montagna non può più aspettare una strada migliore di quella attuale» scrivevano alcuni quotidiani dell'epoca... ed invece, purtroppo, la montagna sta aspettando ancora. Eccome. Nonostante l'aumento del traffico sia sulla “Porrettana” che sulla “Modenese”, le due strade attuamente di accesso alla montagna lato Pistoia sono sostanzialmente rimaste quelle del tempo del Granduca. La domanda è semplice: come si può pensare ad un vero rilancio dell'economia della zona se le strade rimangono le stesse da secoli e secoli? Possibile che la politica e le istituzioni, negli ultimi 30 anni, non abbiano trovato fondi e unità d'intenti per poter procedere quanto meno ad un progetto della nuova strada? A pensarci bene c'è da rimanere sgomenti.
Intanto alcuni cittadini della montagna hanno chiesto una serie di interventi di sicurezza della strada statale 66, in particolari nei tratti di attraversamento urbano di Piazza, Cireglio e Le Piastre. Al momento sono state poco meno di 400 le firme raccolte dai cittadini che hanno aderito all'iniziativa del circolo Pd di Orsigna, Pracchia, Le Piastre e Cireglio. Il problema principale è il transito di tantissimi camion, che troverebbero nella nuova variante una via di transito molto più adatta alla loro mole, invece di passare come adesso a pochi centimetri dalle porte di ingresso delle case.
Gli abitanti chiedono illuminazione nei tratti non coperti, passaggi pedonali protetti e rialzati o illuminati, marciapiedi, rilevatori di velocità, autovelox o dissuasori di qualche genere. La variante ex novo Pontepetri-Signorino risolverebbe questo e tanti altri problemi in zona (ne avevamo parlato anche col presidente della provincia di Pistoia nonché sindaco di San Marcello Piteglio Luca Marmo in questa intervista https://www.metropolirurali.com/altoreno/intervista-a-tutto-tondo-al-sindaco-di-san-marcello-piteglio-nonche-presidente-della-provincia-di-pistoia-luca-marmo.html ) ma al momento, purtroppo, l'eventualità della realizzazione di una strada variante in tempi brevi risultava particolarmente difficile da immaginare.
In questi giorni si terrà un incontro col Prefetto Gerlando Iorio a cui verranno presentate le richieste di messa in sicurezza sull'attuale strada, visto che è l'autorità prefettizia in questi casi che deve dare l'ok all'installazione dei dispositivi di sicurezza.
“Una goccia nel mare” verrebbe da dire, in attesa che Stato e Regione si mettano seriamente a parlare delle prospettive di una nuova strade come quella di cui si parla da decenni.
Inizieranno a dicembre 2021 i primi lavori di attivazione della connessione fibra per gli abitanti del comune di Abetone Cutigliano: le previsioni di conclusione dei cantieri sono fissate ad aprile 2022 per Cutigliano e a giugno 2022 per Abetone. Dopo quelle date, anche in quest'area di montagna si navigherà su internet a velocità top. Il piano, come recentemente ribadito dall'assessore regionale Ciuoffo in occasione di un incontro pubblico, è quello di stendere oltre 48 chilometri di fibra ottica nei due comuni, che verrà calata in cavidotti in buona parte già scavati.
Altri, invece, dovranno essere realizzati ex novo, per circa 13 chilometri di nuovi scavi. Per oltre 3500 abitazioni del comune, la fibra arriverà direttamente in casa, mentre per altri 760 circa la connessione ultraveloce arriverà via wireless. Secondo il quotidiano La Nazione, la spesa finanziata dalla Regione sarà di 1 milione e 243mila euro. Le aree coinvolte sono Abetone, Cutigliano, Le Regine, Val di Luce, Boscolungo, Consuma, La Secchia, Bicchiere di Sopra, Cecchetto, Faidello, Cutigliano, Melo e Rivoreta.
L'investimento della regione arriverà in una zona cosiddetta “aree bianche a fallimento di mercato”, vale a dire una zona dove gestori privati hanno rinunciato a investire perché non coperti da sufficiente utenza. Una volta terminati i lavori, le famiglie residenti in queste zone potranno scaricare da internet grandi quantità di dati in pochissimo tempo, rendendo molto più facile e accessibile anche svolgere il telelavoro da remoto, con tutti i benefici ad esso collegati.
In questo modo, le case nelle frazioni sopracitate diventeranno ancora più appetibili vista la possibilità di una copertura del collegamento internet pari se non più veloce rispetto a quella di città, mentre adesso occorre ammettere che in diverse zone la ricezione dati è scarsa o addirittura assente.
Finisce quel susseguirsi e continuo avvicendamento dei medici sulla montagna pistoiese, dopo una serie di incarichi assegnati ma terminati nel giro di poco: dalla prossima settimana sarà la dottoressa Alice Iori ad avere l'incarico dell'assistenza primaria per i residenti della montagna. L'Asl ha fatto sapere che gli assistiti non devono avviare alcuna procedura per il cambio del nuovo medico di famiglia in quanto saranno automaticamente assegnati alla dottoressa Iori. Il nuovo dottore della montagna è originario di Lizzano e ben conosce il territorio montano.
La vicenda sanitaria era iniziata circa due anni fa, col pensionamento del dottor Nilo Vivarelli, sostituito dal dottor Matteo Prati che dopo un breve periodo dette le dimissioni per il ritorno di Vivarelli. Successivamente l'assegnazione andò al dottor Filippo Ducci fino alla fine del 2020, per poi tornare al dottor Prati da gennaio del nuovo anno, fino all'avvento dell'incarico della nuova dottoressa Iori, che aveva già operato negli anni scorsi nelle aree montante con una serie di sostituzioni. La dottoressa Alice Iori è nata nel 1986 ed è laureata all’Università degli studi di Firenze in medicina e chirurgia.
Dopo tutti questi avvicendamenti, ci auguriamo che i residenti della montagna pistoiese possano trovare un po' di stabilità nel rapporto paziente-dottore, visto che fino adesso si sono registrati bene quattro dottori nel giro di due anni. Sappiamo bene, invece, quanto sia importante un rapporto di fiducia duraturo e stabile tra assistito e medico, specialmente in un territorio non giovanissimo come quella delle aree montane della provincia di Pistoia. Alla dottoressa Iori il nostro “in bocca al lupo” per il nuovo impegno professionale.
«Il Coronavirus ha cambiato molte cose. Sicuramente il mercato immobiliare non è fuori da questi mutamenti improvvisi».
A parlare è Elena Elementi, titolare di “Elementi Immobilare di Elementi Elena” di Porretta Terme, comune Alto Reno Terme. Un territorio, quello di Porretta, estremamente interessante sotto molti punti di vista: ha oltre 4mila abitanti, ha tutti i servizi necessari al cittadino (ospedale compreso), ed è ben collegata con il capoluogo regione Bologna, da cui dista circa un'ora di auto o poco più col treno grazie alla ferrovia Porrettana. Elena Elementi lavora nella zona di Porretta dal 2007 e ben conosce le dinamiche di questo territorio.
«A differenza della parte pistoiese in cui manca un grande centro urbano attrattivo, sul lato emiliano Bologna è molto più 'accentrante' per chi lavora. Chi, per un motivo o per un altro non voleva o non poteva abitare a Bologna pur lavorando in zona, prima del Covid non voleva spostarsi dal capoluogo oltre Vergato, circa 18 chilometri più a nord est, verso Bologna appunto. Porretta e zone limitrofe rimanevano off limits per persone abituate alla città e con lavori nella zona di Bologna».
Qualcosa, però, sta iniziando a cambiare.
«Molti lavoratori ora sono in smart working e vanno in ufficio in città non più di due volte a settimana. L'ora di auto necessaria per raggiungere il posto di lavoro così diventa un sacrificio molto più piccolo rispetto a doverci andare da lunedì al venerdì. Ecco, a queste condizioni Porretta e i suoi dintorni diventano molto più appetibili anche per chi lavora nel capoluogo di regione o nel suo hinterland».
A risentire positivamente di questa contro-tendenza sono state anche le aree limitrofe Porretta, come ad esempio Castel di Casio, Gaggio Montano, Silla che si trova sulla linea Porrettana in posizione vantaggiosa vista la presenza della stazione ferroviaria. In realtà l'interessamento sempre più alto verso le aree montane o di collina lontano dai centri abitati più grandi come Bologna non deve sorprendere più di tanto: in ballo c'è anche una questione economica importante.
«Mettiamo conto di avere da parte circa 100mila euro per acquistare una casa. Per comprare qualcosa in centro a Bologna nelle zone migliori non bastano, al massimo può rientrarci un monolocale o un'occasione all'asta. Occorre guardare alle periferie, con tutto ciò che comportano: servizi a volte meno alla portata ma una qualità della vita sicuramente migliore. Nella zona di Gaggio Montano, ad esempio, con poco più di 100mila euro si compra una casa indipendente abitabile con giardino privato, al massimo da ammodernare. Di questi tempi, con gli incentivi legati alle ristrutturazioni edilizi, si possono fare ottimi affari. Di esempi così ce ne sono molti, anche a Castel di Casio e Camugnano. E, poco distante, i 100mila euro possono diventare quasi la metà».
Quel “poco distante” significa la zona verso il versante toscano: Lentula, Castello di Sambuca, Taviano, giusto per citare alcune zone.
«Lì i prezzi sono ancora più bassi, ma c'è un motivo morfologico – spiega Elementi: le valli in cui si trovano le case sono molto più strette, i paesaggi meno aperti. Può piacere, ma il paesaggio della collina emiliana è molto diversa, decisamente più aperta e dolce. Ovviamente chi ha necessità, appena oltre il confine toscano può fare affari d'oro».
E poi c'è il “caso” di Pavana, una caratteristica località appenninica situata a circa 500 metri sul livello del mare ad appena cinque chilometri da Porretta. Una zona caratterizzata anche da ville di pregio, villini, case in borgo, vendute costantemente a prezzi molto più contenuti rispetto a Porretta Terme nonostante la poca distanza. Ma c'è un perché, come spiega Elementi.
«Pavana è in Toscana. La cosa non è un difetto, ci mancherebbe, ma per un emiliano avere la residenza in Toscana significa avere molta documentazione e burocrazia da cambiare. Molti per questo si spaventano e non comprano e preferiscono rimanere con acquisti in Emilia Romagna, ad esempio Porretta Terme. Quella zona però ha sempre occasioni a prezzi estremamente interessanti».
Infine, occorre parlare anche del fenomeno delle seconde case, che con il lockdown hanno avuto un vero e proprio boom in questa area, in parallelo anche con un altra dinamica: quella dei trasferimenti di persone in pensione che si stabiliscono in collina con una prima casa.
«Tante, veramente tante persone si sono stabilite in queste zone una volta raggiunta la pensione. Persone che provengono non solo da Bologna, ma anche da altre città più lontane, che già conoscevano queste zone per origini familiari o per altri motivi. É un mercato che si è risvegliato e che ha messo in moto anche molte vendite di persone che per anni sono state indecise se vendere o meno. Pure le seconde case stanno avendo una buona richiesta: dopo aver vissuto mesi tra zone rosse, arancioni e gialle, le persone non vogliono più correre il rischio di rimanere confinati in città, magari in appartamenti piccoli e senza terrazzo».
Lo smart working è una delle eredità di questa pandemia. Anzi, diciamocelo: forse è una delle pochissime cose buone portate dal Covid. Gli effetti del “lavoro agile” sono ben visibili anche sul nostro territorio di interesse, quella della Metropoli Rurale Alto Reno. In particolare, si sono registrati negli ultimi mesi una serie di acquisti e affitti in aree lontane dai grandi centri abitati (ad esempio, Porretta Terme e dintorni) da parte di persone che fanno capo con i loro posti di lavoro a Bologna. Lavoratori che, con lo smart working, hanno molti meno motivi di rimanere in appartamenti in città, magari piccoli, senza terrazzo e a prezzi esosi.
Torneremo presto su questo argomento con un intervista esclusiva ad Elena Elementi, agente immobiliare di lungo corso esperta del territorio dell'Alto Reno. Un po' dappertutto, però, lo smart working inizia a stabilizzarsi all'interno delle aziende. Decine di multinazionali operanti in Italia, vista la proroga da parte del governo Draghi dello stato di emergenza fino al 31 dicembre, che hanno deciso di non riaprire, almeno per ora, e di mantenere il lavoro a distanza per più della metà della settimana lavorativa. Sul piatto della bilancia c'è anche una giustificata paura di un'impennata di contagi legata alla variante Delta.
Ad esempio, Assicurazioni Generali ha già siglato un accordo sindacale che disciplina in maniera dettagliata lo smart working, ormai indicata come prassi: si potrà lavorare da casa tre giorni a settimana, da distribuire, volendo, anche su base mensile o bimestrale. Il tutto del nome della flessibilità e delle esigenze del personale. Anche alla Vodafone, a Milano, si lavora da più di un anno in smart working. Solo a settembre inizieranno i primi rientri in ufficio; le ore lavorate in smart working, però, rimarranno tra l'80 e il 60% dell'orario di lavoro mensile.
Il nuovo mondo, dunque, è anche questo: per i lavori d'ufficio non c'è e non ci sarà più la necessità di recarsi sul posto di lavoro ogni giorno, bensì una o due volte alla settimana. Una rivoluzione silenziosa, che andrà a modificare anche i canoni di scelta delle case da abitare. Potrebbe essere, insomma, la fine della “città accentratrice” che abbiamo conosciuto negli ultimi 60 anni.
Arrivano i bandi per risarcire oltre 2.600 cittadini e più di 300 imprese dell’Emilia-Romagna colpiti dal maltempo che a dicembre 2020 si è abbattuto sulla regione, compresa l'area montana e collinare della provincia di Bologna. Un’ondata di piogge eccezionali ha causato piene storiche dei principali corsi d’acqua, con la rotta dell’argine del Panaro tra Castelfranco e Nonantola nel modenese, oltre a frane e dissesti diffusi in Appennino. La Giunta regionale emiliana ha deliberato criteri e termini per la richiesta degli indennizzi. Per le domande, c’è tempo fino a lunedì 11 ottobre 2021; ogni Comune interessato pubblicherà l’apposito avviso pubblico e la relativa modulistica.
Le modalità di risarcimento seguiranno un duplice canale, frutto dei provvedimenti nazionali che hanno stanziato le risorse e grazie al puntuale lavoro di ricognizione dei danni svolto dai tecnici dell’Agenzia regionale di Protezione civile e dalle amministrazioni comunali subito dopo l’alluvione. A disposizione ci sono in tutto circa 14,7 milioni di euro per i primi rimborsi a privati e attività produttive di 16 Comuni dove si sono registrati danni.
Vediamoli nel dettaglio: Nonantola, Campogalliano, Castelfranco Emilia, Maranello, Modena, Pievepelago, Riolunato, Sestola e Vignola nel modenese; Gaggio Montano e Monzuno in provincia di Bologna; Baiso, Poviglio, Toano e Vetto nel reggiano.
Per le abitazioni, in particolare, l’indennizzo iniziale arriverà fino al massimo di 5 mila euro; per le aziende a 20 mila euro, nel rispetto di quanto previsto dalla delibera del Consiglio dei ministri che ha stanziato le risorse lo scorso 20 maggio.
Ne abbiamo già parlato nei nostri articoli le scorse settimane: avevamo infatti individuato Pracchia come tra le aree con gli affitti più bassi della zona di alta collina della provincia di Pistoia, poi avevamo trattato delle rosee prospettive dell'azienda della Sorgente Orticaia, che imbottiglia tra le altre l'Acqua Silva. Adesso c'è un'ulteriore bella novità che coinvolge Pracchia: è stato inaugurato un nuovo parco giochi che funge anche da punto di ritrovo e aggregazione a servizio di abitanti e turisti.
É rinato infatti il parco di via di Setteponti. Lo ha fatto con la costruzione di una nuova area ludica per i bambini e di un campo polivalente per i giovani e gli sportivi: un campino destinato a basket e calcetto che è stato completamente rinnovato sia nella pavimentazione che nelle attrezzature (canestri e porte) e nella recinzione.
Il campo fa parte di in un’area di 1200 metri quadri complessivi nella quale sorge anche il parco giochi, uno spazio attrezzato per i bambini vicino all’area sportiva. Nel complesso si è trattato di un investimento da 80mila euro da parte del comune di Pistoia, di cui Pracchia fa parte. Il comune con questi lavori, progettati dal funzionario del servizio verde pubblico, l’architetto Nicola Stefanelli, ha voluto realizzare un punto di aggregazione destinato a diverse fasce d’età, che potesse rappresentare per Pracchia un centro di socializzazione oltre che per le famiglie e i più piccoli anche per i giovani. Un luogo a disposizione degli abitanti e dei visitatori.
«Queste sono aree libere, gratuite, a servizio della comunità, dove le famiglie si incontrano, dove i bambini socializzano e i giovani trovano un luogo per stare insieme. Realizzare tutto questo in una frazione montana come Pracchia è ancora più importante, perché qui devono essere tutelati e, laddove possibile, ricreati luoghi di aggregazione per chi qui vive e per i visitatori che durante l’estate popolano questo territorio» ha detto il sindaco Alessandro Tomasi prima del taglio del nastro.
L'inaugurazione di questa nuova area giochi rientra in un processo di costante miglioramento e aggiornamento delle infrastrutture di Pracchia, che ancora più di prima si presenta tra le aree più appetibili per qualità e costo della vita.
Il tutto, tra l'altro, in una posizione strategica, a metà strada tra Porretta Terme e Pistoia, entrambi distanti circa 30 minuti di auto da Pracchia.
A breve torneremo a parlare della frazione di Pracchia con un analisi aggiornata sugli affitti gli immobili in vendita delle abitazioni.
Alcune notizie si possono vedere sia da una prospettiva positiva che da una negativa. É il caso, ad esempio, dei lavori di manutenzione straordinaria sulla linea ferroviaria “Porrettana” Pistoia – Porretta Terme. Negativo perché significherà l'assenza di treni regolari fino a domenica 5 settembre 2021. La mobilità sarà comunque garantita da bus sostitutivi (sia via Pracchia che via Collina) che tuttavia non può offrire gli stessi tempi di percorrenza e praticità dei treni. Però c'è un risvolto anche molto buono, tutt'altro che scontato. Anzi, possiamo pure dire che la chiusura della Porrettana nelle prossime settimane sia una buona notizia.
I lavori e gli investimenti su questa ferrovia sono ingenti e stanno a significare che Rete Ferroviaria Italia e Trenitalia non intendono tagliare la tratta Pistoia – Porretta nel futuro prossimo. La scure del “taglio” totale della linea sul versante toscano si è ripetuta più volte da inizio anni '2000, quando anno dopo anno la circolazione ferroviaria ha subito tagli ai treni tra il capoluogo di provincia Pistoia e la città termale di Porretta. Più volte, in maniera più o meno lampante, era filtrata la notizia di un imminente taglio della ferrovia in favore del servizio autobus sulle stesse tratte.
E invece la Porrettana ha resistito ai possibili ko e, anno dopo anno, ha subito importanti lavori di aggiornamento e mantenimento. Quest'anno, ad esempio, sono in corso lavori all’interno della galleria Appennino (la più lunga della linea, circa 2800 metri di lunghezza), tra le stazioni di Pracchia e di S. Mommè, dove verrà effettuato il rinnovo del binario con la sostituzione di traverse, rotaie e massicciata oltre al ripristino del sistema di raccolta e smaltimento delle acque. Un altro importante cantiere sarà quello che riguarderà l’impermeabilizzazione del ponte ferroviario tra Molino del Pallone e Ponte della Venturina.
Lavori importanti, che assicureranno alla storica linea ferroviaria un lungo futuro di collegamenti ferroviari per tutta la montagna pistoiese e l'Alto Reno, senza più la paura di chiusure al traffico dei treni. Dallo stop dei convogli vanno esclusi i treni turistici del “Porrettana Express” che potranno comunque viaggiare nelle giornate previste dall'organizzazione. Lunga vita alla Porrettana e... arrivederci sui treni a inizio settembre!
Come facciamo ciclicamente, torniamo ad occuparci di mercato immobiliare nelle collinari e montane della Metropoli Rurale Alto Reno. Stavolta ci occupiamo del comune di San Marcello Piteglio. Il mercato immobiliare in queste settimane vive giornate di fermento e le offerte vanno e vengono con rapidità: per questo, se interessati, consigliamo sempre di tenere sotto controllo le offerte nell'area di interesse. In vendita, ad oggi, nella frazione di Campo Tizzoro troviamo all'incredibile prezzo di 16mila euro un terratetto di 50 metri quadri: al piano terra cucina e soggiorno in unico vano, bagno finestrato con box doccia, mentre al primo piano c'è la camera da letto matrimoniale.
La Nel borgo di Popiglio, invece, a circa 10 minuti da San Marcello, è in vendita a 32mila euro un terratetto indipendente di 70 metri quadri dotato di ampia cucina, lavanderia, soggiorno con camino e il bagno finestrato con vasca, camera matrimoniale e cameretta. Il tutto disposto su 2 piani, arredamento compreso. Tornando a San Marcello, non lontano dal centro, si chiedono solo 40mila euro per un altro terratetto da oltre 60 metri quadri con giardino da 50 metri quadri. L'importo, sottolinea l'agenzia, è oltretutto trattabile. In pratica si tratta di portarsi via una casa pronta per essere abitabile al prezzo di una macchina nuova di media cilindrata.
Notevolissima anche la casa su 3 livelli da oltre 120 metri quadri venduta 42mila euro nel borgo di Piteglio. Un appartamento ristrutturata nel 1985 subito abitabile e venduto completamente arredata. La casa, tra l'altro, ha una splendida vista sulla Valle della Lima. Tra San Marcello, Piteglio e Campo Tizzoro sono tante le case intorno ai 100 metri quadri in vendita sotto le 50mila euro. Parliamo di case in molti casi arredate e abitabili da subito. Nella fascia tra 50 e 55mila euro c'è l'imbarazzo della scelta, letteralmente. Sono decine e decine le case in vendita in questo range di prezzo: anche in questo caso, tante sono arredate e pronte da abitare.
Fra i tanti, vi segnaliamo un appartamento di oltre 80 metri quadri a San Marcello Pistoiese composto da soggiorno con ampia terrazza, 2 camere corredate entrambe di terrazza, cucina, bagno e due ampie soffitte nel sottotetto. Questo appartamento, tra l'altro, ha facciate e tetto recentemente rifatti. Il tutto in vendita a 59mila euro. Ovviamente, salendo di prezzo, metrature e rifiniture degli appartamenti aumentano e migliorano ma noi, per il momento, ci fermiamo qui.
La montagna può piacere e non piacere, così come la campagna e la lontananza dal traffico. Quel che è certo è che pochi altri posti di pianura (forse nessuno?) offrono soluzioni abitative di proprietà belle e comode già con 30-40mila euro. E questo è un dato di fatto.